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giovedì 11 giugno 2015

Trattamento detossinante: come eliminare le tossine dall'organismo!

L'ambiente esterno ci espone continuamente al contatto con le tossine esogene, le quali non vengono espulse automaticamente dal fegato come accade per quelle che invece sono prodotte dall'organismo in seguito all'attività metabolica.

Ecco che il trattamento detossinante ci aiuta a espellere questi agenti tossici. Ma perché è così importante sottoporsi a uno di questi trattamenti  e soprattutto, come si fa?

Le tossine non restano in silenzio. Quando hanno attaccato l'organismo, si fanno sentire con fastidi più o meno evidenti che possono arrivare a cronicizzarsi. Depressione, affaticamento cronico e confusione iniziano a condizionare tutta la nostra esistenza, accompagnati da sintomi fisici come dolori muscolari e articolari.

Come si eliminano le tossine dall'organismo?
Il trattamento detossinante è dinamico e si adatta alla persona. Non esiste infatti un metodo univoco per eliminare le tossine dal corpo, ma sono tante le azioni da intraprendere per riuscirci e iniziare a prendere di nuovo il controllo della nostra vita!

Un vero trattamento anti-tossine richiede prima di tutto il parere di un medico, possibilmente specializzato proprio nel settore dei trattamenti benessere. Ricordiamoci infatti che, in base alle possibili problematiche personali (malattie e disturbi), farmaci assunti o dieta intrapresa, il trattamento potrebbe subire delle variazioni.

Solitamente, tra i trattamenti detossinanti consigliati, troviamo:
  • Sottoporsi a fangoterapie, le quali aiutano a dilatare i pori, far uscire le tossine mediante la sudorazione e entrare sostanze nutritive e rigeneranti.
  • Utilizzare regolarmente un peeling per rigenerare l'epidermide e rimuovere eventuali tossine accumulate a causa dell'ambiente esterno. Questo trattamento deve essere ripetuto almeno una volta a settimana.
  • Qualche seduta nell'idromassaggio, vasca che unisce i benefici dell'idroterapia e della massoterapia, e subito si potranno notare benefici a livello circolatorio. I dolori articolari diminuiscono e la cute diventa molto più tonica. Grazie all'idromassaggio il corpo inizierà ad espellere le tossine e migliorare di conseguenza tutte le sue funzioni.
  • Il dottore potrebbe anche consigliarci un fine settimana alle terme. L'acqua solfurea è un vero toccasana per varie problematiche e tra i tanti benefici che ha sul corpo, vi è anche quello di aiutarlo a eliminare le tossine accumulate.
E' possibile scegliere un solo trattamento detossinante, ma la cosa migliore da fare sarebbe quella di concedersi un periodo totale di relax, durante il quale seguire vari percorsi di purificazione.

Possiamo iniziare subito a combattere le tossine. Si perché ci sono piccoli rituali giornalieri che aiutano a eliminare almeno in parte queste sostanze dannose, i quali saranno poi definitivamente potenziati dai trattamenti visti prima.:

  • Alimentazione: consumare moltissima frutta, soprattutto adesso che siamo in estate. Albicocche, mele, susine, pesche... i frutti di stagione si rivelano un vero toccasana per il corpo. Oltre a idratare il corpo, lo aiutano ad eliminare le tossine. Si anche alle verdure come la cicoria, i broccoli, i carciofi e l'indivia. Si anche a porri e barbabietole.
  • Acqua: bere tantissima acqua aiuta a espellere le tossine attraverso i liquidi di scarto corporei. Secondo gli esperti, dovremo berne circa 1.5/2 litri al giorno. Potete optare anche per delle tisane depurative a base di finocchio.
  • Andare a correre: così come qualsiasi altro sport, andare a correre facilita l'eliminazione delle tossine.
  • Utilizzare scrub naturali: mischiare olio extra vergine di oliva con del sale e fare uno scrub leggero e al 100% naturale su tutto il corpo. Rimuove le tossine dalla pelle.
L'estate è il periodo perfetto per iniziare un trattamento detossinante e per concedersi un periodo di pausa con lo scopo di prendersi maggiormente cura di noi stessi!

lunedì 13 giugno 2011

Gambe più leggere con le acque termali

Basta trascorrere molte ore in piedi, senza avere la possibilità di camminare se non in spazi ristretti per accorgersi che le gambe diventano pesanti, si gonfiano e possono comparire fastidiosi formicolii. Segnali che questo comportamento, anche se spesso legato ad esigenze lavorative, è sbagliato; non solo, sono anche i sintomi iniziali di un’alterazione della funzionalità del sistema venoso degli arti inferiori. Disfunzionalità che, se non corretta può portare all’insufficienza venosa cronica.

Per meglio comoprendere le motivazioni dell’insorgenza di questa patologia, è bene ricordare che il sistema cardiocircolatorio è deputato a trasportare, mediante il sangue, ossigeno e nutrimento ai tessuti, ed a raccogliere dai tessuti il materiale di scarto. Questo circuito continuo consente all’organismo di mantenersi efficiente. Il cuore agisce come una pompa che spinge negli organi il sangue arterioso. Il sangue venoso deve tornare al cuore seguendo una direzione centripeta e profonda. Negli arti inferiori la forza di gravità ostacola il ritorno venoso, ed è necessario che tutti i sistemi messi in campo dal nostro organismo per contrastarla siano efficienti, pena la stasi, il reflusso e la dilatazione con conseguente sfiancamento delle vene. Quando camminiamo i muscoli delle gambe si contraggono e le pompe muscolari del piede e del polpaccio diventano decisivi nel favorire il ritorno venoso al cuore, in associazione ad altri fattori quali il tono venoso, le valvole delle vene e la forza aspirante dovuta dagli atti respiratori. Quando assumiamo una postura scorretta, con lunghe permanenze in piedi o seduti, le gambe tendono ad appesantirsi anche in presenza di una circolazione altrimenti normale. Un disturbo venoso anche lieve rende la sintomatologia più gravosa.

Altri fattori favorenti la patologia sono l’età, il sesso femminile, la gravidanza, e l’obesità, oltre ad una quasi certa predisposizione costituzionale. L’insufficienza venosa cronica degli arti inferiori, nota, descritta e curata già nell’antico Egitto, ha un forte impatto socio-economico, con una prevalenza attuale del 10-50% nella popolazione adulta maschile e del 50-55% in quella femminile.

Alle terme è possibile prevenire l’insorgenza o il peggioramento di questa patologia, e l'efficacia della terapia termale è stata riconosciuta nelle “Linee guida sulla diagnosi e terapia della insufficienza venosa cronica”, del Collegio Italiano di Flebolinfologia.

I benefici delle cure termali sono legati ad effetti aspecifici (pressione idrostatica, temperatura e movimento) e specifici, determinato dalle caratteristiche dell’acqua utilizzata, ai sali minerali ed agli oligoelementi in essa disciolti, ed alla loro concentrazione.

Idromassaggio e percorso vascolare sono i due cardini della terapia termale per i disturbi cronici degli arti inferiori:
  • l’idromassaggio costituisce un particolare metodo massoterapico che sfrutta la pressione esercitata da getti di acqua minerale. E’ effettuato in vasche dotate di bocchette multiple dalle quali l'acqua mista ad aria ed a volte arricchita con ozono, esce a pressione sufficientemente elevata e regolabile secondo le necessità. I getti sono orientati in direzione centripeta, dalla pianta del piede al torace, per favorire la circolazione sanguigna di ritorno. L’idromassaggio può essere attuato anche in piscine dotate di percorsi di deambulazione in acqua termale, nei quali sono poste bocchette orientabili a diversa altezza. In questo modo ai vantaggi dell’idromassaggio si associa l’azione di pompa muscolare esercitata alla deambulazione.
  • il percorso vascolare è costituito da due corridoi di acqua termale profondi circa 80, in modo da arrivare all’altezza delle anche. La temperatura dell’acqua nei due camminamenti si differenzia di circa dieci gradi centigradi. La persona è invitata a camminare prima nel corridoio caldo e poi in quello freddo, ripetendo più volte questo circuito. Nei percorsi vascolari la presenza di idromassaggi e di pavimento accidentato, insieme all’alternanza di vasodilatazione e vasocostrizione data dalla differenza di temperatura favoriscono la spremitura venosa ed il drenaggio linfatico.
Per esaltare l’efficacia della crenoterapia si possono associare ai bagni massaggi linfodrenanti o meccanici, quali la pressoterapia.

Il ciclo di cure termali per le patologie vascolari croniche rientra anche nelle terapie prescrivibili dal medico di base.

Il ciclo di cure per le patologie vascolari è garantito dal Sistema Sanitario Nazionale ed è costituito da 12 bagni con idromassaggio, e prevede per tale ciclo la valutazione di un elettrocardiogramma, gli esami ematochimici glicemia colesterolo totale e HDL, trigliceridi, acido urico e azotemia, ed un doppler degli arti inferiori.

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Articolo tratto da: www.esteticamedicale.estetispa.com